Paolo Virzì racconta il suo "Notti magiche": «La Roma dei miei 20 anni, sacra e profana»

«La Roma dei miei 20 anni: un mix irresistibile di sacro e profano, bellezza e miseria. Una città licenziosa e caotica, fuligginosa e corrotta. Ricostruirla è stata un’impresa difficile: come girare un film dell’800 in piena Manhattan». Paolo Virzì al Messaggero racconta il suo "Notti Magiche": una amarcord in parte autobiografico  dei cineasti “dinosauri” e degli Anni ‘90 della sua giovinezza. Per ricreare la piazza Esedra di 30 anni fa, spiega, «abbiamo fermato il traffico e riempito la piazza di taxi e bus d’epoca,motociclisti senza casco, puttane, cardinali in porpora». La parte più difficile? «Ricreare l’illuminazione sul Lungotevere: ormai è garantita da led freddi come quelli di una sala operatoria, mentre Roma ha bisogno di luci calde, dorate».