Levante replica al vescovo di Lecce: «Io blasfema? Difendo le donne» - VIDEO

«La chiesa ci insegna a leggere e analizzare i testi, qui però siamo di fronte a un caso in cui ci si è fermati a leggere un titolo. In Gesù Cristo sono io non ho offeso alcuna sacralità: al contrario l'ho difesa, paragonando i dolori di una donna maltrattata a quelli di un Cristo».
Levante non ci sta e, dopo 24 ore di riflessione, risponde alla Curia di Lecce che ha negato Piazza Duomo per la tappa salentina del suo tour estivo, mettendo sul banco degli imputati i testi di alcune canzoni della cantautrice siciliana, considerata la nuova icona del pop italiano. 
«Troppo irriverenti», aveva sentenziato l'Arcidiocesi, proprietaria dello spazio davanti alla Cattedrale, respingendo la richiesta di autorizzazione all'evento e costringendo management e promoter locali dell'artista a cercare un'altra location in città. Sebbene nessuno dell'entourage di Levante si sbilanci, l'ipotesi più probabile è che il concerto possa essere dirottato in Piazza Libertini, che l'estate scorsa ha fatto da cornice ai live di tutti gli artisti passati per il capoluogo salentino.
L'apertura dell'arcivescovo Michele Seccia all'uso di Piazza Duomo anche per manifestazioni profane è la novità della stagione che verrà e non sorprende, quindi, che questa soluzione sia stata la prima scelta degli organizzatori del concerto di Levante, visto che il suo tour estivo sarà ospitato in teatri antichi e luoghi storici. Altro elemento che farebbe propendere come alternativa per Piazza Libertini, all'ombra delle mura del Castello Carlo V. Sulla vicenda, la cantante ha voluto dire la sua con una lunga storia pubblicata su Instagram. «Ho aspettato a parlare spiega perché quando mi è stato detto che c'erano problemi sulla data di Lecce, probabilmente per il rifiuto della Curia della città, per un attimo sono rimasta incredula. Volevo accertarmi che fosse davvero così. Poi tutte le testate italiane hanno confermato questa voce per me davvero spaventosa». Due le motivazioni addotte per il rifiuto: l'ufficializzazione della location sui canali dell'artista prima di aver avuto il placet della commissione eventi della Curia, insediatasi proprio con il compito di valutare le proposte artistiche che sarebbero pervenute, e, soprattutto, i contenuti dei brani della cantautrice. «I giovani vanno incoraggiati aveva detto Vincenzo Paticchio, portavoce di Seccia ma certi testi sono troppo irriverenti per essere cantati nella piazza simbolo della Chiesa di Lecce».
Il riferimento è sembrato indirizzato soprattutto alla canzone Gesù Cristo sono io e proprio su questo si è soffermata Levante. «La chiesa ci insegna aggiunge ad analizzare i testi: li leggiamo, li comprendiamo, li facciamo nostri. Qui, invece, siamo davanti a persone che si sono fermate a leggere un titolo senza analizzare il testo. Si è parlato del fatto che io abbia offeso non so che tipo di sacralità. Vorrei rispondere che ho difeso la sacralità della donna, paragonando i dolori di una donna maltrattata ai dolori di un Cristo. Non c'è nessuna offesa da parte mia». Poi ha rassicurato i fan pugliesi che la tappa si farà lo stesso. «Un posto per suonare nel Salento lo trovo. Il problema non è che io debba cambiare location conclude ma che in Italia noi abbiamo questo genere di ostacoli. Riflettiamoci».
L'alternativa più probabile è Piazza Libertini, di proprietà comunale ma sottoposta ad un vincolo indiretto, proprio per la vicinanza al Carlo V. Se la scelta dovesse cadere su questo spazio, il Comune dovrà avere l'ok dalla Soprintendenza che, però, fa sapere di non aver ricevuto ancora nessuna richiesta in tal senso. L'ideale sarebbe e questo è anche l'auspicio di Palazzo Carafa che si insediasse un tavolo con tutti i decisori istituzionali per stabilire, con regole chiare, dove e come si possano tenere i concerti a Lecce. Una sfida di cui dovrà farsi carico la nuova amministrazione, appena sarà operativa.