Uccise tre vicini, condannato all'ergastolo: parlano i familiari delle vittime - VIDEO

È stato condannato all'ergastolo senza isolamento in carcere, Roberto Pappadà, l'uomo di 57 anni che il 28 settembre dell'anno scorso a Cursi, in provincia di Lecce, uccise per strada tre vicini di casa. Prima freddò da distanza ravvicinata con due colpi d'arma da fuoco Andrea Marti, 36 anni, poi fece fuoco contro il padre di quest'ultimo Francesco Antonio Marti, 63, e contro la zia Maria Assunta Quarta, 55, uccidendoli. La seconda morì durante il trasporto in ospedale. Fernanda Quarta, rispettivamente madre del 36enne e moglie e sorella delle altre due vittime, venne ferita in modo non grave. Il processo si è svolto davanti al giudice delle udienze preliminari Simona Panzera con rito abbreviato grazie al quale l'imputato, reo confesso, si è risparmiato l'isolamento. L'uomo è stato condannato per triplice omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, tentato omicidio, detenzione e porto di arma da fuoco e ricettazione. Il risarcimento danni chiesto dai familiari verrà stabilito in sede civile. A scatenare la lite, mai sfociata in precedenza in denunce o segnalazioni, fu una contesa per il parcheggio delle automobili in via Tevere a Cursi. La pistola utilizzata per la strage fu una 'Smith&Wesson 357 magnum, detenuta in modo illegale.